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lunedì 26 marzo 2012

A Camden sono felice

Che sono cambiata, che sono serena, che sembro un'altra persona rispetto a qualche mese fa me lo dicono tutti gli amici che mi conoscono come mi conosco io e che mi hanno frequentato tanto e assiduamente negli ultimi anni.
Questa città mi fa bene all'anima e allo spirito (al fisico no, bevo birra ad ogni ora e mangio troppe schifezze). Il caldo (sì, avete letto bene!) e il sole degli ultimi weekend mi fa innamorare ogni giorno di più delle rive del Tamigi, di Regent's Park, dei bus a due piani, delle persone che si mettono 8 colori addosso e se ne fregano beatamente.
Camden Town è il mio "quartiere" e non vorrei vivere da nessun'altra parte.
Ho lasciato il lavoro schiferrimo, dopo 5 giorni di fancazzismo ne ho trovato un altro: schiferrimo anche questo, ma con i colleghi mi trovo bene e nessuno mi tratta come un mulo da soma.
Ho rivoluzionato la mia vita, forse gli eventi mi hanno costretta a farlo. Un anno fa ho visto ricomparire all'orizzonte il Merda e io, per un istante durato mesi, ho pensato che sarei tornata a Milano, che sarei andata a vivere con lui, che avrei trovato un nuovo lavoro sottopagato nel luccicante mondo degli eventi.
Invece poi le cose sono andate come sappiamo, e ora vivo a Londra, in una cameretta piccola e bianca, la mia occupazione n.1 è andare a vedere band che suonano live nei club di Shoreditch, mi ritrovo a fare il conto delle mance ricevute dai clienti perchè potrebbero determinare la possibilità di una cena fuori durante il weekend, frequento un musicista inglese con i capelli rossi che indossa un giubbotto retrò della Levi's (quelli in jeans chiaro che andavano di moda all'esordio degli anni 90, ma qua fa ancora piuttosto cool) e che ogni giorno mi insegna vocaboli nuovi.
Ho prenotato i biglietti per due festival pazzeschi per quest'estate, non farò le vacanze ma non mi importa nulla tanto, come dice mia mamma, qua sono in vacanza sempre. Anche se forse non ho mai lavorato così tanto in tutta la mia vita.
Ieri ero con il nuovo ginger boy ad ascoltare una band toscana (!!), e il baby australiano mi ha scritto un messaggio.. era a due passi da me. Ciao baby, mi sei piaciuto da impazzire, ma davvero non fai al caso mio, anche se ti ricorderò per sempre come il boy più figo della mia personale collezione.
Ho rivoluzionato la mia vita, non ho niente di quello che avrei desiderato per me un anno fa, o anche meno, eppure oggi sono felice. Strana la vita.

venerdì 23 settembre 2011

Sussulti

A volte capita. Di pensarci. Di pensarlo. E' come una fitta improvvisa. 
Poi lentamente il dolore si placa e il respiro torna regolare. Se penso che probabilmente lui non si ricorda nemmeno più chi sono, se penso a quante altre saranno passate da quel letto.......penso che sia giunto il momento di uscire, fumare una sigaretta e andare a comprarmi qualcosa di fucsia da H&M di fronte a Camden Lock.
'fanculo.

venerdì 8 luglio 2011

Ecco come doveva andare

Assorta nei miei pensieri. Da qualche parte del mondo. Di soprassalto, da lontanto, mi raggiunge una voce: "Signorina, tocca a lei". Mi volto, spaesata, e un signore anziano, con la faccia da nonno buono, mi esorta ad avvicinarmi al bancone dove il farmacista mi guarda con aria impaziente. Poso la ricetta sul bancone. La mia droga legalizzata viene avvolta nella carta bianca e verde. 

Mi dicono si chiami "ansia abbandonica". E' lei la nemica che mi fa rimanere per un tempo infinito a fissare nel vuoto della mia camera, aspettando una chiamata che non arriva.

"Stai tranquilla". Quante volte me lo sono sentita ripetere. Ed effettivamente tutto è andato come doveva andare. E chi mi aveva promesso una favola, un sogno, un Amore, a un certo punto è scomparso. Al suo posto, è subentrato qualcuno di gelido, stressato da ogni mia richiesta, anche minima, qualcuno che decideva per sè senza contemplare la mia presenza nemmeno per una stramaledetta volta, qualcuno che senza una spiegazione ha smesso di preoccuparsi di qualsiasi cosa mi accadesse.

Stai tranquilla. Sarà un momento, passerà. Il lavoro, le responsabilità, i ritmi sostenuti. E' un manager, un pezzo grosso, i mercati stanno crollando sulla scia del disastro greco, aspetta, abbi pazienza, dagli fiducia.
Poi ho preso coraggio e ho fatto la prova del nove. Ed è andata male. E allora ho smesso di avere pazienza, di tollerare, di SOPPORTARE. E ho vomitato rabbia in una mail durissima ma vera. Mi sono liberata, gli ho urlato la delusione, il dolore di un cuore che va in frantumi, le speranze e i sogni che si dissolvono in un istante, la lacerante constatazione che tutto si ripete.
"Cortesemente, sparisci per sempre dalla mia vita". Così ha chiosato dopo avermi massacrata a parole. Cortesemente un cazzo.
Io dalla tua vita ci esco facendo un casino bestiale, perchè devo urlare che ti detesto con tutte le viscere che ho dentro, e che se qui c'è qualcuno che deve sparire quello sei TU!!!
Due giorni di stordimento totale, tante, troppe pasticche, troppe lacrime, troppo tutto. Ma ho deciso di farmi attraversare dal dolore. In questa sua forma lancinante, acuta, sorda, quasi intollerabile. E l'ho sentito tutto. L'ho vissuto tutto. Mi sono fatta investire dalle mie paure che si sono concretizzate come se fossero state un treno in corsa. Atterrata. Distrutta. Sepolta dalle macerie.

MA VIVA.

Un giorno mi sono alzata da quel letto disfatto e disordinato, ho fatto il caffè, e ho vissuto. Con la morte dentro, ma con il sangue che scorre ancora nelle vene. Sono sorpresa da me stessa. Mi sono chiesta cosa mi stesse succedendo, se per caso non mi stessi ibernando il cuore.
Non è così. Perchè le emozioni le sento. Sono quelle che provo abbracciando mia mamma, trascorrendo serate tra lacrime, vino e risate con le amiche, assaporando il calore del sole sulla pelle salata, leggendo una mail di incoraggiamento e di amore fraterno da parte di amici lontani e vicini.

Scelgo un abito, ma sì, quello che indossavo quando ho incontrato lui, perchè no. Esco di casa. Mi circondano le persone che mi vogliono bene. Mi sento bene, libera, fiera di me. Ecco perchè non sento più dolore. Perchè sto imparando a bastare a me stessa. Perchè sto imparando a capire che sono forte. Che un uomo sarà anche importante, ma non sarà lui a fare di me una donna felice o meno. Nemmeno se questo uomo è il MERDA.

A cui finalmente, dopo quasi due anni, riesco a dire ADDIO per sempre. Con un sonoro, e meritatissimo, VAFFANCULO.

E sono già più leggera.


giovedì 23 giugno 2011

Raccontare è difficile. Perchè le parole fanno perdere un po' di quella magia vissuta, e la razionalità con cui sto passando al setaccio ogni secondo vissuto farebbe sembrare il weekend un'operazione chirurgica della massima precisione.

L'irrazionalità è stata la componente dominante, invece e, per fortuna, anche la spontaneità. 
Scesa dal Frecciarossa delle 18, ho percorso il binario 14 della Stazione con il mio trolley carico di vestiti, lingerie e sogni. Un percorso che negli ultimi 4 anni ho solcato mille volte. Questa volta però, al limitare delle banchina, c'era LUI ad attendermi. Ci siamo visti e ci siamo baciati. Non c'era bisogno di altro. Mano nella mano ci siamo lasciati alle spalle la folla viaggiatrice e appena arrivati a casa ci siamo spogliati degli strati di tessuto e delle nostre ultime, flebili resistenze.
Il weekend ci ha visti avidi di parole e di baci reciproci, di cibi delicati e speciali, di condivisione di qualche cocktail con gli amici, quasi una dichiarazione ufficiale del nuovo stato di fatto.

L'intelligenza di quest'uomo, la sua perspicacia, la sua cultura enciclopedica, il suo vissuto ricco e denso mi affascinano e mi intimoriscono. Di fronte a lui sento uscire allo scoperto la bambina piccola e bisognosa d'attenzioni. Non ne sono felice, perchè so che LUI è in grado di avvertirne la presenza, so che riesce a solcare lo strato di apparente sicurezza e a scorgere i mille dubbi che mi pervadono. Mi sento nuda, mi sento "vista" oltre pelle, mi sento letta nell'anima. "Gli piacerò ancora, così vulnerabile, così insicura, così indifesa? O forse è altro quello che cerca?" Ho paura. Perchè lo desidero. Fisicamente e mentalmente. Quante volte mi è capitato qualcosa di così intenso nella vita? Poche, rarissime, preziosissime volte.
Lo sente il mio disagio? Lo sente che se già mi aspettavo di dover fronteggiare qualcosa di grande, non mi sarei mai aspettata nulla di così coinvolgente?

Sono io la più presa. Lo so, lo sento. E mi destabilizza, e allora cerco di nasconderlo, ma nel farlo non posso che apparire ancora più maldestra.

E' un uomo di difficile gestione. Non caratterialmente, perchè è espansivo, solare, divertente, affettuoso e generoso. Ma è abituato ad autogestirsi, ad avere tante donne senza però appartenere a nessuna, a bastare a se stesso. 
So che è contento che io sia lì, glielo leggo negli occhi quando mi stringe per l'ultimo abbraccio, quando aspetta di scorgermi dal finestrino della carrozza che mi riporterà a casa, per inviarmi un ultimo bacio aereo. Ma quanto la contentezza dell'attimo perdurerà nei giorni di lontananza, alle distanze geografiche, ai progetti non condivisi e non vissuti insieme, agli incontri che subentreranno.

Il mio mantra è diventato "Stai tranquilla, tutto andrà come deve andare". Cerco di farlo, mi risulta difficile, sento di avere qualcosa di molto prezioso in mano,  che però è anche molto delicato. Non sono sicura di saperlo gestire, mi sento ancora troppo piccola, troppo inesperta. Non so se anche lui vorrà metterlo al riparo dalle mille potenziali calamità che potrebbero distruggerlo.

Chissà.

lunedì 20 giugno 2011

Sorprese di metà giugno

Nemmeno i miei sogni migliori mi avevano raccontato un weekend così bello.
"Meraviglioso", ha detto LUI.

"Chi vuol esser lieto sia, del doman non c'è certezza"

E non so cosa ne sarà di noi domani, ma oggi c'è un'emozione bella e forte che mi è rimasta sulla pelle, e che non se ne va, me la porto addosso, la vesto come uno dei miei abiti migliori.

Oggi sono FELICE.

mercoledì 15 giugno 2011

Under Pressure

Chissà perchè non sono ancora capace di godemi le cose belle. Chissà perchè su un milione di cose positive e mezza negativa focalizzo la mia attenzione proprio su quella.
Forse è volontà di mettere le mani avanti, forse c'è una vocina flebile dentro che mi sta suggerendo di fare attenzione, di non andare sempre e soltanto a ruota libera, che ormai sono alla soglia dei 32 anni e dovrei saperlo bene come sono fatti gli uomini. Soprattutto quelli che chiamo merda dal primo giorno in cui li ho conosciuti.
Che ci sono ancora tanti punti interrogativi a cui vorrei dar risposta, ma le risposte non ce l'ho.
Che la prospettiva di non andare dal tipo losco mi alletta e non poco, e ogni sua piccola mancanza o disattenzione diventa un grosso pretesto per mandarlo a quel paese. Invece so che devo farlo.
Non per lui, per me stessa.
Per affrontare la realtà per quella che sarà, per imparare a dire quello che penso e a chiedere quello che voglio, per riuscire a lasciarmi alle spalle le cose che, dopo attenta verifica, so che non mi farebbero bene.
La paura inibisce sempre, è un freno potente che vorrei togliere.
E' che qualche volta sarebbe bello poter sognare e BASTA, senza chiedersi sempre e comunque dove sta il trucco (per non dire l'inculata).

venerdì 3 giugno 2011

Colpita e affondata

"Ti penso"

Appena arrivato sul mio iphone, sms del merda dalla barca a vela in mezzo al Mediterraneo in cui sta trascorrendo il ponte lungo.
Ecco, mi spiazza. Malissimo.

lunedì 30 maggio 2011

Un bel Lunedì

Potrebbe sembrare un ossimoro effettivamente, ma questo lunedì 30 maggio è davvero un bel lunedì.
Finalmente il Brother è tornato all'ovile dal paese straniero, solo per 3 giorni, ma averlo avuto a casa dopo più di un anno mi ha resa così felice.
Poi c'è il merda onnipresente, e ora vi devo confessare che continuare a epitetarlo così inizia a provocarmi un minimo senso di disagio (ma continuerò comunque a farlo eheheh).
Poi c'è stata l'elezione di Pisapia a sindaco di Milano e, mi scusino gli elettori di destra, per me questa è una notizia bellissima. Soprattutto se accompagnata da un sms del suddetto merda che recita "Potrei essere più felice soltanto se tu fossi qui". 
Poi c'è stato un weekend di amici (veri) e un pochino anche della stronza del post precedente che è stata beatamente snobbata dalla sottoscritta per più di una settimana e questo è servito a rimetterla temporaneamente in carreggiata (eccezion fatta per il fatto che ha stretto amicizia su faccialibro con Peter Pan. Sarei curiosa di sapere chi ha chiesto l'amicizia a chi).
Ecco, lui, sì, vi darò mezzo aggiornamento su Peter Pan, così chiudiamo la saga.
L'ho trovato mercoledì sera all'inaugurazione di un locale dove lui è arrivato con..una NUOVA tipa. 
E io ho beatamente passato tutta la serata con le sue amiche, che ho scoperto essere simpatiche e intelligenti (anche la sua ex trombamica..ci adoriamo!)
Power girl! ;-)
Poi mi ha scritto venerdì chiedendo venia per il suo miserevole comportamento. Sevabbèciao.
Poi ho un programma ricco e denso e bellissimo per tutta la settimana. 
E poi questo è un lunedì in meno che mi separa da lui.
Buona settimana a tutti!!

venerdì 20 maggio 2011

W facebook!

Una foto di Peter Pan immortalato con gli occhi puntati come due radar sulle tette in bella mostra della ragazza che sta abbracciando sul lato destro, mentre su quello sinistro allunga il tentacolo da polipo sulla sua ex-trombamica che ridacchia divertita, fa bella mostra di sè sulla sua bacheca da circa 8 ore.
Commenti ironici del suddetto Peter Pan a coronamento della simpatica effige dell'allegro trio rendono piuttosto chiaro il perchè del suo silenzio nel weekend.
Stamattina mi scrive un messaggio in cui mi epiteta "biondina"(peccato che io sia nera come l'ebano..)
Che si sia sbagliato con tette-al-vento? 
O magari che si sia trattato di un messaggio seriale, e che il bimbetto annoiato si senta troppo flemmatico per poter modificare gli appositi spazi in modo da customerizzare l'SMS in base al colore dei capelli di ogni donzella che popola attualmente la sua vita?
La reazione immediata è stata un mix di astio puro, odio selvaggio, ira funesta e un senso di sgradevole "presa per i fondelli" (eufemismo). Ma è durata poco.

Perchè alla fine non me ne frega niente, perchè è un Peter Pan noioso ed egocentrico. Oddio, è carino e mi attrae, quindi decido che, a meno di ulteriori ed esplicite dichiarazioni di puttanieraggio selvaggio, lo terrò comunque buono come diversivo nelle serate in cui non avrò niente di meglio da fare.

Nel frattempo lavoro su di me, con la mia bambina capricciosa che alla vista delle foto incriminata ha già iniziato a scalpitare, ha messo il broncio e vuole piangere, ma questa volta forse sono riuscita a consolarla.
E quanto mi fa sentire bene questa cosa. Mi fa sentire forte, mi fa sentire autonoma, mi fa sentire che posso permettere al merda di essere una presenza quotidiana nella mia vita. 

Ci sentiamo ogni giorno e a ogni ora. 
Poter prendere il cellulare e scrivergli quando ne ho voglia solo per il fatto che mi manca, perchè lo penso, perchè mi va di sapere cosa ne pensa dei risultati delle amministrative a Milano, perchè devo dirgli che mi piace un sacco una canzone, perchè mi piace parlare con lui, perchè gli voglio mandare l'emoticon con il cuore, vedere che come lo cerco io mi cerca lui, perchè mi vuole augurare la buonanotte e il buongiorno, perchè mi deve dire che non ce la fa più ad aspettare e che mi vorrebbe vedere subito, perchè vuole sapere cosa faccio nel weekend, perchè vuole provocarmi con frasi allusive è incredibile, mi smuove dentro, mi fa sentire libera, mi fa vivere un piccolo sogno che mai avrei pensato potesse realizzarsi, dopo tutto quello che è successo nell'ultimo anno.

L'ho giò detto, ma lo voglio ribadire. Nessuno dice che sarà facile, ma sento di essere sulla buona strada.

martedì 10 maggio 2011

Wrong in a right way

Respiro profondo. Ansia riesco a tenerti sotto controllo. Almeno per ora.
Mi stupisco. Nonostante l'ennesima delusione da parte del maleficissimo merda (più merda che mai, tra l'altro), riesco a controllare le mie paure, le mie lacrime, il mio mal di stomaco. 
Ci sono tante cose che mi aiutano a mantenere tutto sotto controllo.

1. La distanza. 300 km che ho maledetto fino a poco tempo fa. Ora invece ringrazio l'Appennino, la Pianura Padana, le curve e la tangenziale per frapporsi tra me e l'infimo essere.

2. La terapia. Che mi fortifica e mi aiuta a vedere tutto sotto un punto di vista diverso. IL MIO.
3. Peter Pan. Che continua con la politica dell'essere-presente-ma-non-per-questo-invadente. Nuovo invito arrivato alle 23 circa ieri sera per domani. Ho accettato molto volentieri, ho voglia di vederlo, ho voglia di farci un sacco di cose, soprattutto quelle che si allontanano dalle regole della buona educanda.
La sua presenza nella mia vita mi infonde fiducia e mi fa ben sperare.

4. Il mio lavoro. Il mio ruolo in agenzia al momento non sarà il massimo della realizzazione professionale, ma l'ambiente creativo e stimolante e le tante serate promozionali in corso mi distraggono e mi divertono.

5. Le mie amiche. Avere al mio fianco quelle vere di una vita mi conforta e mi rincuora. Mi fa sentire a "casa".

6. I weekend al mare. Con questo clima perfetto, con le spiagge non ancora prese d'assalto, con gli spritz della domenica sera, con la mia casa che adoro sopra ogni altra casa del mondo!

7. Lo shopping. Perchè ora che sono rientrata all'ovile qualche soldino in più c'è e mi permette, qualche volta, di bypassare H&M e Zara e di concedermi qualcosina che, una volta indossato, mi fa sentire bene.

Metto tutto sul piatto della bilancia. Sull'altro c'è LUI, malefico, con il suo carico di cattiveria, mancanza di coerenza, strafottenza, menefreghismo, inaffidabilità. Ho già versato troppe lacrime, ho già avuto troppi mal di pancia, ho già sofferto troppo. Questa volta non te lo permetto. Fai quello che vuoi, io non ti voglio più.







venerdì 6 maggio 2011

Chi nasce tondo non diventerà mai quadrato

Vale per me, ma vale anche per gli altri. Diciamo l'ALTRO. E per l'altro non posso che far riferimento al mitico merda. Che non si smentisce mai. Come nella somma matematica. Inverti pure gli addendi (erano loro?), illuditi pure che mischiando i numeri le cose vadano diversamente. Invece niente, il risultato è sempre lo stesso.
L'ho sentito l'ultima volta lunedì sera. Da allora silenzio totale. 
Che non sia un tipo "telefonicamente" espansivo l'abbiamo appurato.
Che per il momento non c'è trips for cats e che non possiamo incontrarci anche.
Ma il silenzio totale mi fa inviperire completamente.

Però stavolta c'è una differenza. 
Non aspetto più nessuno, tantomeno lui.
Ed ecco allora che uno dei miei due "flirt platonici", così tanto platonico non lo è più. Tra i due "pretendenti" ho scelto quello più naif e infantile. Meno impegnativo, che già il mio bel peso sul groppone ce l'ho e figuriamoci se devo andare a impantanarmi con uno che dopo due uscite, potenzialmente, potrebbe presentarmi a tutti come la sua nuova fidanzata (poi magari non sarebbe così, ma l'idea che trasmette è quella).
Comunque.
Esco con il PETER PAN della situazione mercoledì sera. Sono agitata? Appena, mi sento piuttosto sicura in realtà.
Ci incontriamo in un parcheggio e salgo sulla sua macchina fresca di concessionario.
Mi sembra che il più imbarazzato sia lui, è un po' indeciso sul posto in cui andare, forse teme di non essere "all'altezza" della situazione. Mi fa tenerezza. E' carino e un po' goffo in questa situazione. Di solito, quando è in giro, sembra sempre uno che "sa il fatto suo", ma a diretto contatto con me, senza filtri e senza altre persone di contorno, sembra quasi indifeso. Che carino.
Beviamo qualche birra di troppo nel pub di provincia dove non andavo dall'età di 23 anni, lui no, è un habituè, saluta la ragazza che ci serve che si ferma (un po' troppo) al nostro tavolo.
Dopo la prima mezza pinta tutto diventa più semplice e rilassato, mentre i discorsi scivolano senza difficoltà.
Dopo un po' ci allontaniamo dal locale e saliamo di nuovo nella sua macchina. Ci fermiamo da qualche parte, semi-nascosti nell'oscurità, e come due diciottenni ci trasferiamo sui sedili posteriori e diciamo addio per sempre allo stato "platonico" del nostro rapporto amichevole.
Un'uscita adolescenziale che mi ha stampato sul viso un sorriso beato per tutto il giorno seguente, nonostante 4 ore di sonno, una giornata impegnativa al lavoro, una serata promozionale in cui stavo per cadere con la faccia nel piatto durante un catering divino in una location spettacolare, insieme ai miei due boss che si sono molto divertiti nel constatare il mio stato di "semi-beatitudine" (Per la cronaca, hanno versato sul mio conto tutto quello che mi dovevano, che sospiro di sollievo..si è trattato di un misunderstanding, per una volta, e non del solito tentativo di sfruttamento schiavista legalizzato in versione XXI secolo).
Ieri il piccolo Peter Pan è uscito dalla scena, il copione prevede un giorno di silenzio in questi casi, no? Così è stato, dopodichè si è di nuovo fatto vivo oggi. Carino, dolce. Stasera dovremmo essere nello stesso posto, vediamo che effetto farà.
Il pensiero del Merda al momento preferisco accantonarlo, mi aspetta un weekend di mare. Preferisco godermelo serenamente.

martedì 3 maggio 2011

venerdì 29 aprile 2011

Tra nobiltà e borghesia

Auguri ai novelli sposi Kate e William, belli giovani e innamorati! Pure ricchi e famosi e siamo al completo.
Il brother, in perfetta controtendenza, ha lasciato la London addobbata a festa e brulicante di sudditi accorsi nella capitale per la royale occasione ed è partito per un'isola lontana.
Io mi sono goduta il Royal Wedding alla TV e contro ogni scetticismo mi sono pure emozionata.

Forse è perchè stamattina è stato il MERDA a darmi il buongiorno (credo che dovrei cambiare il nick, voi che dite? anche se ormai mi sono affezionata). Che una visione edulcorata della vita stia prendendo piede in luogo del mio congenito cinismo? Vedremo.

Comunque. Lui mi pensa, io lo penso. Ce lo diciamo e questo è un dato di fatto per entrambi.
Sì, ok, tutto bello e tutto molto romantico. 

Ma poi?!

martedì 26 aprile 2011

e le vacanza pasquali in provincia

Quattro giorni frenetici, divisa tra family e amici. La ex coinquilina arriva con il frecciarossa direttamente dalla city e sarà mia ospite al paesello per tutti i giorni di festa.
Il tempo non è dei migliori, l'idea di fare un salto al mare si affaccia, ma nuvoloni che minacciano pioggia mi hanno fatta desistere. La mia salute precaria da ormai una settimana ha fatto il resto.
Ci sono stati gli imprevisti. Alcuni belli, altri un po' meno.
La mia migliore amica si è dolorosamente separata dal suo fidanzato dopo 10 anni di storia d'Amore. Sì, quello con la A maiuscola. Il dolore posso solo immaginarlo, lo leggo tra le sue lacrime, lo ritrovo in quel tono di voce spezzato al telefono. La conosco da 29 anni, ma questa è la prima volta che la vedo piangere. E' la prima volta che sono io a cercare di dare il mio misero appoggio a lei. Di solito è suo compito correre ai ripari per lenire qualche guaio, l'ennesimo, che mi sono combinata.
Salto la serata mondana in programma per il giovedì sera e corro nel suo micro appartamento per stare con lei fino a tardissimo, e nel mentre arriva un messaggio inaspettato, mi sussulta il cuore, è LUI, mi scrive, divento paonazza, ma non voglio interrompere niente, il pensiero di quel messaggio lo coltiverò più tardi, nella mia solitudine, adesso la mia amica ha bisogno di me.
Il giorno dopo sembro una trottola, corro da un posto all'altro e nel frattempo lavoro, e prendo l'i-phone per mandare via una mail urgente, c'è un altro SMS che dice così:
"Vedi che ti penso"
Gioia e giubilio, non capisco più niente, non voglio capire più niente, va bene così.
Corro in stazione, il treno che arriva dalla City è puntualissimo, e con la ex coinquilina voliamo a casa, ci cambiamo, di corsa raggiungiamo le mie amiche a una cena in un locale nuovo così provinciale da farmi quasi vergognare per il suo aspetto "alla buona", così dimesso, così semplice. Ma la ex coinquilina apprezza, si diverte, io ne sono contenta, e mi rendo conto che un raduno del genere, con tutto il nostro gruppo storico di amiche, non capitava dal 1997. 
Le cene fuori si alternano ai pranzi luculliani organizzati da mamma, le serate in piazza a bere digestivi si alternano alle passeggiate pomeridiane nei centri toscani della zona.
Rivedo le ultime conoscenze interessanti, mi rendo conto di fare un certo effetto sul genere maschile in questo periodo, forse è per l'aria stralunata che gli avvenimenti dell'ultima settimana mi hanno provocato.
Non c'è niente di definitivo nè di certo, le mie ansie e le mie paure sono sempre dietro l'angolo, mi spiano e mi osservano, sono pronte ad aggredirmi al minimo cenno di "via libera", ma cerco comunque di mantenere la calma, anche se ogni tanto sento che mi sfugge.
Non so niente, a parte una cosa: sto facendo tutto quello che di meglio potrei fare per me stessa. E buonanotte.

martedì 19 aprile 2011

Sliding doors

aprile 2010
La testa girava un po', dopo due giorni passati nel letto in compagnia di una noiosissima febbriciattola.
Eppure nemmeno quel malessere insidioso avrebbe potuto privarla della sensazione di euforica attesa per la serata che si stava avvicinando lenta e inesorabile.
Nonostante il capogiro si alza dal letto e dà inizio al rito del restauro: doccia, controllo stato ceretta, stesura smalto, lavaggio dolce dei capelli profumati di balsamo, scelta dell'outfit. Niente di troppo vistoso, in fondo si tratta di una cena, ma nemmeno qualcosa che passi inosservato. Alla fine si decide per un paio di pantaloni attillati neri, maglia beige con i bottoni sulla schiena e maniche a pipistrello, sandalo in tono e aperto per inaugurare la neoarrivata calda stagione. 
Il trucco riesce impeccabile, lancia un'occhiata critica allo specchio dell'ascensore, in corsa verso il pianoterra dove, al di fuori del portone, la sta aspettando un taxi. Il responso è positivo. Quei jeans le allungano la gamba, la fanno sembrare ancora più magra, e il tacco fa il resto. I capelli sono lucidi, il viso è luminoso, nessuno sarebbe riuscito a capire che stava uscendo da qualche giorno di lieve malattia.

Il tragitto sembra infinito, il tassista è insolitamente silenzioso, le strade sembrano deserte. Nello stomaco si alternano tante sensazioni diverse, adrenaliniche, la mente suggerisce di mantenere la calma.
Finalmente giunge a destinazione, paga e suona il citofono. 
Pochi secondi e il rumore del portone che si apre le permette l'accesso a un lungo corrodoio illuminato. Il ticchettio del tacco viene attutito dalla moquettes rossa del pavimento. Arriva alla porta. Quella del suo appartamento. 
Lui la accoglie da perfetto padrone di casa, con negli occhi la voglia di lei così esplicita che la fa sussultare per paura di non riuscire a frenare gli impulsi primitivi che ne conseguono.

Qualche parola e una sigaretta prima di uscire, un po' di musica, qualche bacio. 

E poi fuori, al ristorante. La conversazione scorre fluida senza intoppi, la complicità è alle stelle, si parla di tutto e di niente, sorridono con gli occhi e ridono di gusto con la bocca.
Lei pensa a come tutto sembri assolutamente perfetto. Nemmeno una nota stonata, tutto si incastra in una combinazione azzeccatissima.
Con facilità estrema l'affinità mentale e fisica combaciano e si fondono.
Viene naturale passare dal tavolo del ristorante al letto della camera di lui.
Le risate riecheggiano fino a tarda notte, in sottofondo c'è della musica che proviene dalle casse in sala che continuano a trasmettere una selezione di brani scelti da lui, ignare della gioia che si sta consumando nella stanza vicina.
Alla fine Morfeo prende il sopravvento, e spegne a poco a poco le parole e i baci.
Al risveglio, aver voglia di abbracciare la persona che le dorme accanto sembra una specie di miracolo.
Un caffè veloce insieme e poi un bacio e un altro ancora e poi i saluti e poi.
------------------------SLIDING DOORS---------------------------

Poteva essere l'incipit di una storia. Forse bella, forse difficile, forse sarebbe ancora in corso, forse sarebbe già finita. Non lo sapremo mai. Perchè quello che è successo dopo è stato tutto un enorme fraintendimento. 

[1 anno dopo, al telefono]

"Sarebbe potuto iniziare qualcosa di importante, le premesse c'erano tutte. L'attrazione fisica che ho per te è così esplicita, non c'è bisogno che te ne parli. In più con te RIDEVO. Ti avrei accolta nella mia casa tutte le sere della settimana per viverci questa cosa, per fare tutto quello che volevamo insieme e per vedere dove ci avrebbe portato tutto questo".

"Perchè sei sbottata solo ora, a distanza di un anno e dopo che ti sei trasferita?? Avresti potuto insultarmi all'epoca, dirmi che ero uno stronzo, avremmo potuto chiarire come stiamo facendo adesso. E avremmo potuto continuare a frequentarci. Mi credevi davvero così cretino da voler uscire con te solo una volta per mettere una tacca? Io volevo conoscerti, volevo continuare a vederti, se poi non ti ho cercata quella domenica è perchè ho sbagliato, perchè probabilmente sono troppo abituato a stare da solo. L'ho fatto, ma con una settimana di ritardo. E tu da quel momento mi hai ignorato, sempre. Non hai mai più risposto a nessuno dei miei messaggi. Ci ho provato per due mesi, poi mi sono arreso all'evidenza, al fatto che non te ne fregasse niente di me. E il fatto che continuassi a ignorarmi ogni volta che ci vedevamo (compresa l'altra sera) non faceva che confermare questa convinzione.
E, a proposito dell'altra sera, ma quanto eri gnocca? E poi mi mandi quel messaggio, alle 4:40 del mattino!, e quando l'ho letto mi sono cadute le braccia. Perchè siamo stati due cretini.
A me sei rimasta di traverso, perchè questa cosa è morta sul nascere, perchè eri piena di pregiudizi nei miei confronti, ma io le persone le so rispettare, ma tu hai messo un muro e non mi hai mai dato l'occasione di farti capire chi sono. Possibile CHE LA TUA AUTOSTIMA SIA COSì BASSA DA FARTI CREDERE CHE VOLESSI SOLO PORTARTI A LETTO??" [Sì...]

Vi presento il MERDA

E vi presento me medesima, e il disastro che mi sono combinata nell'ultimo anno. Perchè a volte - forse solo poche volte - le cose non sono così come sembrano.