Nel 2012 ho cambiato 4 lavori a Londra, ho preparato 1 concorso pubblico in Italia, ho preso 8 voli, ho fatto 0 vacanze, sono andata ad un festival in tenda durato 5 giorni, durante cui sono sopravvissuta a un'alluvione, ho avuto una decina circa di amanti, ma nessun fidanzato.
Ho partecipato a 2 matrimoni di persone importanti, ho conosciuto tante persone nuove e belle che mi hanno riempito quest'anno non sempre facilissimo, sono andata a un numero veramente spropositato di esibizioni live di band indie semi-sconosciute, ho baciato almeno 20 ragazzi, sono stata 2 volte a Roma, 1 a Milano, 2 in Toscana, ho bevuto xxx pinte di Kronenburg e Budweiser.
Per il 2013 mi auguro: almeno 1 viaggio in terre sconosciute, 1 corso breve in event management, 1 nuovo lavoro per lasciare quello che ho ora e per permettermi di fare quello che so fare, 1 paio di rientri in Italia per andare a trovare gli amici di sempre, un salto rapido in Spagna, un amore bello e puro.
Mi auguro di non sentire più il vuoto che a volte mi fa sentire sola anche in mezzo alla gente, mi auguro di poter smettere di condividere il letto con il mio mac, mi auguro di poter mettere la parola "fine" alle convivenze con i coinquilini più disparati perchè dopo 14 anni ne ho davvero le scatole piene.
(tornerò a fine anno per tirare le somme. così mi renderò conto di quanto sia stata spropositata nelle mie richieste. Ma come dice la saggia amica E, bisogna sempre puntare in alto, che a scendere siamo sempre in tempo).
Qualcuno con cui condividere le mie giornate, i libri, la musica e il letto. Ma che sia mio al 100%, sia chiaro. Forse sono stanca di essere troppo indipendente, autonoma e individualista.
Allora vorrei imparare non dico a fare finta di essere diversa, ma almeno a cercare di essere più, come dire, "composta".
Intanto alla festa di Capodanno sono stata brava a non cedere alle avances di un metrosexual italo-inglese che mi è pure saltato addosso su un divano di un appartamento a Notting Hill. In compenso ho abbracciato il wc per il resto della nottata, con somma gioia, immagino, dei padroni di casa al loro risveglio (avevo detto "composta"?).
Non è che voglia accontentarmi del primo che passa, ma forse nella scelta di questo "qualcuno" dovrei rivedere la lista delle mie priorità.
Quindi NO assoluto: ai musicisti che vivono come squatter, ai biondissimi figherrimi di terre lontane, a quelli troppo giovani e a quelli troppo fidanzati. No a chi non riesce ad arrivare a fine mese, a chi rimane a dormire fino alle 3 del pomeriggio, a chi inizia a ubriacarsi di lunedì pomeriggio, a chi si lava una volta a trimestre, a chi vive in case con la moquette in bagno, a chi continua a parlarmi del berlusca senza sapere che non guida il governo da un bel po'.
Dò per scontati cultura generale, ottimi gusti musicali, inglese fluent (madrelingua o meno), occhi blu/verdi, astenersi pelati (sorry..ma i capelli sono una mia fissazione).
Oddio, l'ultima parte sembra da annuncio di free press, ma su alcune cose, ahimè, non transigo).
Poi sì, vorrei anche un lavoro decente, che posso fare molto di più di quello che sto facendo.
Comunque il 2012 è stato un anno pesantissimo per cui sono comunque contenta che uno nuovo sia iniziato.
Per le soddisfazioni che non arrivano nonostante l'impegno.
Quasi 2 anni senza vacanze, almeno 10 a tirare la cinghia per un futuro migliore che non è mai arrivato.
Sopportare di tutto, anche pulire i cessi di un retrobottega con un master in mano, pur di mandare avanti speranze, autonomia, ambizioni.
Mi sembra che non sia servito a un bel niente.
E in questa fine di anno posso beatamente raccogliere i cocci della mia vita, nella solitudine soffocante di una stanza straniera, mentre un "visitatore" mi scrive l'ennesimo sms per capire se può eiaculare senza impegno e senza sforzo prima di andare a dormire.
Scriverò uno dei soliti post lamentosi e paranoici. Ma questo è il mood degli ultimi giorni, nonchè la diretta conseguenza del mio continuo fare cazzate nonostante tutto.
La mia ultima geniale trovata è talmente banale da essere nauseante.
Sono andata a letto con il mio collega, di cui mi sono "innamorata" nei 2 secondi successivi al nostro primo incontro.
Lui è bellissimo. Occhi azzurri e profondi, labbra carnose, sorriso splendido, biondino, alto e asciutto, muscoli definiti al punto giusto.
Party del lavoro, una ciucca clamorosa, finita in camera mia con una notte che non posso che definire WOW. E fin qui tutto bene.
Solo che poi io il peso di certe cose non so reggerlo. E' fidanzato e lo sapevo, e ora ben mi sta se l'ansia abbandonica mi assale ogni volta che parla al telefono con la sua lei, o ogni volta che si avvicina e flirta con me e mi sorride con quel sorriso che ti può fare solo colui con cui hai condiviso qualcosa di molto intimo. Ma che me ne faccio io? Nulla, perchè alla fine alle 6 del mattino è da lei che è tornato, a me ha lasciato solo un livido sull'avambraccio, a giudicarne la forma dovrebbe essere un morso.
Comunque non è tanto di questo che volevo scrivere. Come se non lo sapessi che le cazzate sul lavoro non si fanno.
Ormai però è andata, e cercherò di conviverci fino al mio prossimo lavoro.
Da qui è però partita una riflessione sui miei soliti disastri sentimentali e sul fatto che quest'anno un nutrito schieramento di uomini è entrato e uscito dalla mia vita un po' a piacer proprio, come se la mia opinione al riguardo non contasse nulla. Al di là di quest'ultima situazione, che prevedeva una partita già persa in partenza, penso al musicista, al milanese, al baby.
Sono stata assalita da questa frustrante sensazione di essere sempre quella con cui gli uomini giocano, si divertono, bevono, ballano, fanno pazzie. Ma alla fine rimango sempre da sola.
E in certi giorni come questo, con la febbre alta e la tosse, non c'è nessuno che si prenda cura di me.
E va bene il mio spirito indipendente e anche l'individualismo e la capacità di farcela da sola, ma così non troverò mai niente che non vada oltre al sesso post-sbronza.
Ci ho riflettuto con il migliore amico e lui dice che un po' (un bel po') è colpa del mio atteggiamento, che sembra essere quello di una menefreghista spavalda (che non sono) che non ha voglia di impegnarsi. Il resto lo fa la capacità di scegliere tipi tremendamente sbagliati.
Eppure non capisco dove si trovi il bandolo della matassa.
Perchè in parte sono quella che si vede, quella che con un uomo/compagno/fidanzato ha bisogno di divertirsi come farei con un amico; quella che sa essere anche intraprendente e prendere l'iniziativa; quella che non ha inibizioni e che se ha voglia di fare una cosa la fa.Non posso far finta di essere diversa, perchè non lo sono.
Ma non sono solo questo. E tuttavia non capisco perchè la mia parte più sensibile rimanga sempre nascosta. Nessuno che la comprenda, nessuno che vada oltre la facciata. La colpa è mia, dovrei riuscire a far emergere una parte sommersa che fa fatica a venire a galla, e che rimane completamente affondata negli incontri con gli uomini.
Il mio amico dice che devo cambiare "attitude". Non so bene in che modo, cosa devo fare per risolvere questa situazione, ma so che devo farlo, lo devo a me stessa. La sera che ho fatto la scenata di gelosia al merda lui è rimasto sconvolto dal fatto che fossi interessata a lui, perchè per quanto aveva capito, a me di lui non importava niente. Nella telefonata successiva mi disse che probabilmente avrei dovuto imparare a mostrare le mie emozioni.
Aveva ragione. Hanno tutti ragione. Se qualcuno sa come si fa, si accettano consigli.
Sono stanca di essere sempre l'amica di una notte, la trombamica, l'altra e via discorrendo.
Ho bisogno di abbracci solo miei, di qualcuno che sia mio per un periodo più lungo di un rapporto fugace, di qualcuno che non sfugga dalla mia stanza alle prime luci dell'alba.
Mi sono divertita tanto, forse è arrivato il momento di cambiare. Anche se pensarmi "fidanzata" equivale a pensarmi come "vincitrice del superenalotto".
E' dall'anno in cui è uscita questa canzone, che mi sono sempre sentita così:
Una cosa in cui proprio non sono brava è a gestire una "relazione" d'amicizia con una donna che sia molto corteggiata e molto capace di giostrarsi ogni uomo che incontra.
Ero incapace a farlo quando, alla veneranda età di 12 anni, avevo una compagna di studi e di banco bellissima, capelli corvini e occhi celesti che, mentre io studiavo e (quasi) giocavo ancora con le Barbie, lei iniziava già ad esplorare molto da vicino il mondo dell'altro sesso. Finita la scuola, durante l'estate non mi andava certo meglio. Un'altra mia amica, molto bella e piuttosto zoccola, faceva incetta di ragazzini dall'ormone facile che la portavano in spiaggia a guardare le stelle, mentre io rimanevo in sala giochi con i secchioni della comitiva.
Poi le cose sono andate meglio, certo è che le insicurezze ci sono e si fanno sentire, soprattutto quando sono messe allo scoperto a causa di un confronto serrato con qualcuna con cui devo aver a che fare ogni giorno.
La mia ultima collega è un'ex modella straniera che per qualche motivo riesce a far girare la testa a molti uomini. E' molto disinibita, ha la battuta pronta ed è soprattutto strasicura di sè. Siamo diventate amiche, perchè è una persona generosa e carina, ma mi rendo conto che certe volte la sua presenza ingombrante e la sua personalità stravagante mi mettono in ombra ed è come se, agli occhi degli uomini, diventassi trasparente. O (peggio ancora), l'amica di "ripiego".
In 3 settimane dal nostro primo incontro le ho visto soffiarmi sotto il naso qualsiasi persona di sesso opposto ci passasse di fronte. Pensavo che la sua mancanza di familiarità con la lingua inglese avrebbe ostacolato il suo savoir-faire negli ambienti underground che frequento io, invece me la sono ritrovata ieri sera avvinghiata ad uno dei miei cantanti preferiti per poi salutarlo ed iniziare a limonare con un tipo dell'east London che in un primo momento sembrava essere interessato a me.
Si può capire il semi-terrore che ho avuto quando per caso, qualche sera fa, ho incontrato il musicista dei miei stivali che mi ha rimproverata perchè secondo lui non gli avrei risposto a non so quale messaggio. Dopo ha iniziato una mezza conversazione con lei dal quale l'ho strappato in un battibaleno.
La verità è che nell'ombra non ho più voglia di starci. La verità è che io non ho e non avrò mai quella stessa sfacciataggine (e nemmeno quel fisico ok). La verità è che mi piace anche questa ragazza pazza ma intelligente. Ma io non posso farci niente, accanto a lei vengono fuori tutte le mie debolezze, fragilità, mi irrigidisco e torno ad essere quella ragazzina timida, secchiona e ingenuotta che ero a 12 anni. E non mi va.
Una maratona lavorativa di 18 giorni per le Olimpiadi. Un'esperienza bellissima, in cui ho potuto assaporare un pezzo d'Italia a Londra. Persone nuove sono entrate nella mia vita, alcune mi piacciono tanto. L'ambiente però non mi è piaciuto per niente. C'era aria di raccomandazioni, di scambio di favori di diverso genere, di "figlio di", di soldi pubblici buttati dalla finestra e di cariche immeritate.
Tornare a Camden per poche ore, quelle necessarie per qualche ora di sonno, respirare inglesità nelle stazioni delle metropolitane o camminando vicino a un pub, mi ha fatto pensare a quanto sono fortunata a vivere qui.
Ho imparato che sono piuttosto brava con le PR, ma sono un disastro a "prostituirmi", perchè ho sempre visto il lavoro come qualcosa che va conquistato con l'impegno e lo studio, non come un regalo in cambio di qualcos'altro. Qualcuno potrebbe aiutarmi ad arrivare dove voglio. Ma la via breve non fa per me quando il prezzo da pagare è il rispetto di me stessa.
In ogni caso, vivere le Olimpiadi in prima persona è stato fantastico, una nuova esperienza che porterò con me insieme a qualche figura bizzarra che si è aggiunta alla lista delle mie conoscenze. Adesso è il momento di (poco) riposo prima di ripartire alla carica per un nuovo impiego. Adesso è anche il momento di ritornare alle mie serate al pub, alla british music, ai miei amici che stanno per rientrare dalle vacanze, ai miei live emozionanti e alle cotte per i biondini esili con gli occhi blu che camminano per strada.
Di nuovo c'è che, dopo una vita di intolleranza totale ai bambini, adesso sono iniziati a piacermi di brutto. Ma tanto da incantarmi a guardarli tra le braccia dei loro genitori. Tanto da desiderare di averne qualcuno, prima o poi.
Poi ho mandato a quel paese il milanese e ho un incontrato un modenese che è passato a trovarmi al lavoro ieri per un saluto ed è rimasto con me 2h ma ancora non ho capito bene cosa voglia esattamente.
Di nuovo c'è che ho voglia di ripartire di nuovo, voglio davvero costruire la mia stabilità e vorrei farlo qui. A Londra mi sento a casa e non mi sembra vero che tutti siano stravaccati su qualche lettino di fronte al mare a friggere beatamente al sole, mentre io non vorrei essere da nessuna altra parte che non sia questa magnifica città.
Sono tornata in patria e ho deciso di prolungare la permanenza per poter dare alle mie ossa il tempo di asciugarsi, alla mia pelle di abbandonare il grigio del nuvolame britannico, alla mia mente di creare il giusto distacco dagli ultimi eventi.
Un lavoro che pensavo di avere in mano, tanto che stavo già pensando a come avrei speso uno stipendio da capogiro che quando me l'hanno detto sono rimasta a bocca aperta per un quarto d'ora, e invece poi è arrivata una brutta mail in cui, in sostanza, mi dicevano che il lavoro l'ha avuto qualcuno più esperto di me. Sono seguiti lunghi minuti di lacrime e sconcerto su un divanetto di un negozio di Oxford Circus e un viaggio sull'Isola di Wight. Un festival maledetto da alluvione, fango e un freddo novembrino in piena estate, ma benedetto da un'esperienza musicale e umana senza eguali, che davvero se non lo si è vissuto difficilmente lo si può comprendere.
Poi per qualche weekend ho vestito i panni della fidanzatina del tipo "sistemato" e ho finalmente coronato il sogno di andare a distendermi al parco, in una rara domenica assolata, tra le braccia di un uomo gentile ed educato, nonchè molto generoso.
Adesso sono partita e lui non si è più preoccupato di niente, e io sono tornata con i piedi per terra, e ho finito la pazienza che non ho mai avuto e ho deciso che il ruolo della fidanzatina che guarda film su un divano di una casa di proprietà durante un venerdì sera londinese non mi si addice per niente.
Datemi una Guiness, della musica live che sia degna di questo nome, un locale underground un po' hipster un po' indie, datemi i miei amici e degli incontri fugaci, perchè a me ora non serve altro.
Di sfuggita ho visto il musicista, quello che mi ha sedotta e abbandonata in una notte di Pasqua, e ho provato una rabbia passeggera, durata un viaggio in metropolitana lungo la Northen Line.
Ho rivisto il mare e ho toccato la sabbia dopo un anno denso e impegnativo, ho abbracciato persone che non vedevo da tanto, sono tornata a casa dopo lunghissimi mesi a godermi le cene in giardino, il gatto nero del vicino, la brezza serale sul dondolo di legno.
Ho comprato un vestito meraviglioso per un matrimonio in famiglia e ho scoperto che posso ancora commuovermi di fronte allo scambio delle promesse, ma che poi posso anche sentirmi distante anni luce da una realtà così diversa dalla mia.
E allora sento quasi che Londra mi manca.
Ma per ora rimarrò qui. A godermi il sole, il mare, il cibo e il vino bianco.